Coronavirus, quarantena (contumacia): cos’è e cosa si rischia

Il Governo ha previsto la misura, con sorveglianza attiva, specificandone le ipotesi di applicabilità, al fine di contenere la diffusione dell’epidemia da Covid-19

Sommario:
Cos’è la quarantenaQuantificazione della quarantena per il Covid-19L’Ordinanza del Ministero della Salute del 21 febbraio 2020La permanenza domiciliare fiduciariaIl d.l. 23 febbraio 2020, n. 6La quarantena per chi ha avuto contatti stretti coi casi confermatiLe sanzioni

Cos’è la quarantena

Viene definita come “Periodo di isolamento (originariamente di 40 giorni) al quale vengono sottoposti persone, animali e cose ritenuti portatori di agenti infettivi. La sua durata differisce fra le varie malattie, in rapporto al relativo periodo d’incubazione” (enciclopedia Treccani). Altrimenti detta “contumacia” (vocabolario Treccani), intorno al 1350 è originata dall’isolamento di 40 giorni di navi e persone prima di entrare nella laguna della Repubblica di Venezia, misura messa in atto a scopo preventivo contro la peste nera.

Quantificazione della quarantena per il Covid-19

Il periodo è stato fissato in due settimane (14 giorni), così parametrandolo al periodo di incubazione. Sul portale web dell’OMS si apprende infatti che tale è l’intervallo di tempo tra l’infezione e l’insorgenza dei sintomi clinici della malattia. Le stime attuali suggeriscono che il periodo di incubazione, del virus in questione, varia tra 1 e 12,5 giorni, con una media stimata di 5-6 giorni. Tali stime saranno adeguate man mano che saranno disponibili maggiori dati. Dalla stessa fonte si apprende che, in base alle informazioni disponibili su ulteriori malattie causate da coronavirus (inclusi MERS e SARS), è stato stimato che il periodo di incubazione di 2019-nCoV potrebbe durare fino a 14 giorni. L’OMS raccomanda che il follow-up dei contatti dei casi confermati sia di 14 giorni.

L’Ordinanza del Ministero della Salute del 21 febbraio 2020

Recante “Ulteriori misure profilattiche contro la diffusione della malattia infettiva COVID-19”, ha validità 90 giorni decorrenti dal 21 febbraio, e all’articolo 1 prevede due obblighi:

  • le Autorità sanitarie territorialmente competenti devono applicare la misura della quarantena  con  sorveglianza attiva, per giorni quattordici,  agli  individui  che  abbiano  avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva  diffusiva COVID-19;
  • gli individui che, negli ultimi quattordici giorni (rispetto al 21 febbraio), hanno fatto  ingresso  in  Italia  dopo  aver soggiornato nelle aree della  Cina  interessate  dall’epidemia,  come identificate   dall’OMS, devono comunicare  tale   circostanza   al   Dipartimento   di   prevenzione dell’azienda sanitaria territorialmente competente.

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La permanenza domiciliare fiduciaria

Acquisita la comunicazione di aver soggiornato in Cina, l’Autorità sanitaria territorialmente competente deve provvedere all’adozione della misura della permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva ovvero, in presenza di condizioni ostative, di misure alternative di efficacia equivalente.

Il d.l. 23 febbraio 2020, n. 06

Stante il propagarsi dell’epidemia da coronavirus, il Governo, domenica 23 febbraio 2020, ha emanato un decreto legge, così prevedendo “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, che contempla diversi divieti per le persone comunque presenti nelle zone rosse, o comuni focolaio (identificati 10 in Lombardia e 1 in Veneto), tra cui il divieto di allontanamento dal comune o dall’area interessata. Tali soggetti non sono stati messi in quarantena, non essendo stato vietato di uscire da casa, e neppure di raggiungere gli ulteriori comuni ricompresi nella zona rossa, tuttavia è stato consigliato di limitare il più possibile i luoghi pubblici e di rimanere in ambienti domestici, mettendo in atto i consigli di igiene dettati sia dal Ministero della Salute che dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. 

La quarantena per chi ha avuto contatti stretti coi casi confermati

Il decreto legge 23 febbraio, n. 6 (articolo 1, lettera h) ha limitato l’applicazione della misura della quarantena con sorveglianza attiva, confermando quanto già prescritto dall’Ordinanza del Ministero della Salute di due giorno prima, agli individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva.

Le sanzioni

L’art. 3 del d.l. n. 6 del 23 febbraio 2020, al comma IV statuisce che “Salvo che il fatto non costituisca più grave reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto è punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale”. La sanzione, per l’inosservanza di un provvedimento dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordinepubblico o d’igiene, è: 

  • l’arresto fino a tre mesi,
  • l’ammenda fino a 206,00 euro.

Nonostante l’Ordinanza del 21 febbraio non richiami esplicitamente l’art. 650 c.p., questo deve ritenersi comunque operante, stante la natura di “provvedimento dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordinepubblico o d’igiene”.TI È PIACIUTO QUESTO CONTENUTO?Iscriviti ad Altalex e resta sempre informato grazie alla newsletter di aggiornamento professionale! Ricevi tutte le principali novità e le più importanti sentenze della settimana direttamente nella tua casella e-mail.

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