IL “VIRUS” DELL’AUTORITARISMO GOVERNATIVO

(articolo scritto da Fabrizio V. Bonanni Saraceno)


Ormai è un dato di fatto, il Parlamento è stato commissariato, anche esso è entrato in lockdown.
Ogni sua funzione legislativa è stata limitata, come d’altronde ogni nostra libertà di movimento.
Il Parlamento continua ad esercitare solamente l’unica funzione legislativa di conversione dei decreti legge.
Nello stato d’emergenza in cui l’Italia si trova, risulta legittima questa limitata attività parlamentare, i presupposti di straordinaria necessità ed urgenza sussistono, ma ciò che non è da ritenersi legittimo è il modus operandi con il quale si cerca di accelerare i tempi di conversione dei decreti legge.
Se è vero che est modus in rebus, non si può ricorrere a continue ordinanze emesse dal ministro della Sanità per espletare delle funzioni legislative che spettano, secondo quanto si evince dalla Carta Costituzionale, al Parlamento.
Conte non sta facendo altro che governare con raffiche di decreti che correggono e aggiornano i precedenti.
La stessa funzione di controllo del Presidente della Repubblica sembra essere ostacolata o non esercitata compiutamente, come prevede la stessa Costituzione, a causa dell’emergenza.
Questo esautoramento delle assemblee parlamentari porta a minare in modo gravemente pericoloso le fondamenta costituzionali del nostro sistema democratico.
Proprio in un momento così delicato e fragile della nostra Nazione, dovuto alla diffusione del Covid-19, dovrebbe essere fondamentale l’esercizio delle funzioni del Parlamento, affinché le decisioni per gestire l’emergenza e tutte le conseguenze economiche e sociali che ne derivino siano condivise dalla maggioranza parlamentare come, secondo Costituzione, la nostra Repubblica parlamentare prevede.
Con la scomparsa dell’attività legislativa del Parlamento sono venute meno anche le interrogazioni, le interpellanze, le mozioni, le inchieste e tuti quegli strumenti di controllo dell’attività governativa.
Inoltre le interrogazioni a risposta immediata al Presidente del Consiglio ed ai relativi ministri sono diventate delle mere rarità.
Mai nella storia della Repubblica italiana il Parlamento è stato così latitante e lo stesso vale per il sindacato ispettivo sul governo.
Non si è mai visto un numero così esiguo in cui si è riunito il Parlamento.
Il Covid-19 oltre a causare come complicanze le difficoltà respiratorie dei contagiati sta levando anche l’ossigeno allo Stato di Diritto, che sta subendo un progressivo duro colpo alle proprie fondamenta, con il rischio di vedere trasformare il provvisorio esautoramento del Parlamento in una definitiva deriva autoritaria dell’attività governativa.
Prima che Montecitorio e Palazzo Madama diventino dei musei di ciò che fu il nostro democratico sistema costituzionale, con i suoi pesi e contrappesi, battesse un colpo la nostra Democrazia e reagisse al più presto con i suoi anticorpi, prima che il “virus” dell’autoritarismo uccida la nostra Costituzione e di conseguenza la nostra libertà economica e le nostre libertà individuali.

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