La RIFORMA del MES (ESM): a servizio delle banche tedesche

La riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) letta e commentata dall’editorialista di Class, Guido Salerno Aletta.

“La Germania, mentre ci impone la riduzione del debito attraverso il default distruttivo, difende a tutti i costi il suo sistema bancario, in gravi difficoltà. E per farlo ha trasformato il MES in un Fondo Europeo Salva-banche. Non per caso, la Germania si è detta finalmente favorevole anche ad un sistema europeo di assicurazione dei depositi: da una parte si preoccupa di salvare le sue banche, e dall’altra i suoi risparmiatori”.

E’ quello che ha scritto nei giorni scorsi l’editorialista Guido Salerno Aletta, esperto anche di meccanismi europei come quello in fieri del Mes, sul settimanale Milano Finanza.

COSA E’ E COME FUNZIONA IL MES

“La speculazione sa bene che non è affatto il debito pubblico italiano a far paura, ma il default di alcune grandi banche tedesche. uno scenario assai poco scandagliato. Ed infatti, leggendo per intero il testo della riforma del MES, risulta chiaro che si tratta di un organismo del tutto nuovo: non è altro che un gigantesco Fondo salva-banche, e non più il modesto salva-Stati ad imitazione del Fmi, varato nel 2011″, ha scritto Salerno Aletta.

DOSSIER BANCHE

Ha aggiunto l’editorialista del gruppo Class: “E’ congegnato curiosamente, in modo da consentire la ricapitalizzazione diretta delle banche che ne abbiano bisogno, senza più passare per lo Stato cui appartengono come è successo finora, ad esempio per la Spagna, facendo aumentare a dismisura il suo debito pubblico”.

LE CONDIZIONALITA’

Finora – spiega Salerno Aletta a Start – “era lo Stato che si indebitava con il MES per poi ricapitalizzare le sue banche. Ora non più: la ricapitalizzazione è diretta, con un meccanismo iper semplificato che non prevede le severe condizionalità che si pongono fin d’ora per concedere gli aiuti agli Stati: l’unico limite è la neutralità fiscale nel medio periodo, una amenità. Se le banche tedesche dovessero ricevere aiuti, il debito pubblico tedesco non ne risentirebbe”.

IL MECCANISMO DI BACKSTOP

C’è un’altra innovazione profonda, osserva Salerno Aletta: la creazione di un meccanismo di backstop, una rete di sicurezza da parte del Fondo che viene definito addirittura “prestatore di ultima istanza”, una garanzia di tutela che non richiede né garanzie né collaterali, che non esiste invece per gli Stati europei, e che viene istituito a favore del Meccanismo centralizzato di risoluzione bancaria e del Fondo unico di Risoluzione: “Più che condivisione dei rischi sovrani, sempre avversata dalla Germania, siamo arrivati alla condivisione delle perdite bancarie. Altro che bail-in, dunque. Il quadro della riforma del Mes si fa più chiaro, e la speculazione ne prende buona nota”, ha chiosato Salerno Aletta su Milano Finanza.

CHI C’E’ DAVVERO NEL MIRINO

Conclude l’editorialista con Start: “Ad essere ostaggio della speculazione finanziaria non è l’Italia. Nel mirino ci sono le banche tedesche e le loro filiali americane, già da tempo sono sotto l’occhiuta vigilanza della Fed. Farle saltare in aria, prendersi asset, spazi di mercato e depositi, sarebbe un gioco da ragazzi. Il lungo e travagliato iter di approvazione e di ratifica del nuovo Trattato istitutivo del MES, che non si limita ad emendare il precedente ma lo riscrive di sana pianta, darà alla speculazione tutto il tempo necessario per montare il clima di sfiducia generalizzato in cui è solita operare. Ma probabilmente non sarà neppure necessario agitare il mercato come una clava, senza pietà: si prenderanno tutto per 1 dollaro”.


European Stability Mechanism

Il Meccanismo europeo di stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati (in inglese European Stability Mechanism; ESM), è un’organizzazione internazionale a carattere regionale nata come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro (art. 3), istituita dalle modifiche al Trattato di Lisbona.

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