UN “MACRON” TORTO ALLA VON DER LEYEN

Un piano subdolo, preparato nell’ombra e pronto per essere attuato nel momento più opportuno, quando nessuno se lo aspetta. Emmanuel Macron non vede l’ora di spingere Ursula von der Leyen nel baratro. Basta solo una spinta, visto che la tedesca è stata eletta a capo della Commissione europa con soli nove voti di scarto rispetto alla soglia minima di 374. Un margine di vantaggio risicatissimo, che per la Von der Leyen va ad aggiungersi a un altro problema non da poco: quello di non essere ancora riuscita a far partire la sua Commissione. Il senso di precarietà che si respira nell’aria è fin troppo evidente e l’astuto Macron ha fiutato l’occasione perfetta per mettere in atto la sua vendetta. Al presidente francese, infatti, non è ancora andata giù la bocciatura di Sylvie Goularduno dei tre commissari bocciati dal Parlamento europeo.

Von der Leyen appesa a un filo

La Commissione capitanata dalla Von der Leyen avrebbe dovuto insediarsi lo scorso novembre ma, tra una grana e l’altra, la nuova data per la fumata bianca è adesso prevista primo dicembre. Attenzione però, perché il 14 novembre è in calendario l’audizione dei tre nuovi commissari nominati da Francia, Romania e Ungheria e non è detto che tutto fili liscio. In ogni caso, gli occhi sono puntati su Margrethe Vestager. La commissaria danese ha sottolineato pochi giorni fa l’importanza per l’Ue di dialogare con le forze sovraniste. In molti hanno visto in queste parole il tentativo di Vestager di voler estromettere Von der Leyen e prendere il suo posto, cercando una ipotetica sponda nei partiti sovranisti, malvisti dalla tedesca. Se così fosse, il cortocircuito sarebbe completo. E von der Leyen sarebbe ancora più isolata e stretta in un’angolo.

L’occasione è ghiottissima per inscenare una sostituzione al vertice della Commissione europea: Vestager è una donna proprio come Von der Leyen oltre ad essere una europeista convinta. Ma torniamo a Macron, perché è il capo dell’Eliseo a giocare un ruolo chiave. Dopo la bocciatura di Goulard, il presidente francese ha proposto Thierry Breton, un nome ancora più a rischio bocciatura. L’obiettivo di Parigi è puntare il dito, per la seconda volta, all’indirizzo di von der Leyen e creare così un pretesto per scatenare una guerra interna alla Commissione. A quel punto la Vestarger avrebbe via libera per superare l’attuale timoniera tedesca e prendersi il comando. Certo, a quel punto Macron avrebbe la sua vendetta. Il costo sarebbe altissimo: destabilizzare ulteriormente la Commissione europea e, indirettamente, la stessa Unione europea. Ma d’altronde è questo lo scenario migliore per consentire al presidente francese, a sua volta, di scavalcare tutti e mettersi a capo del Vecchio Continente. Le prime scintille tra Macron e von der Leyen sono andate in scena nei giorni scorsi, quando il primo ha attaccato la Nato e la seconda l’ha difesa a spada tratta: “L’Alleanza atlantica è la più potente alleanza di difesa nel mondo, oltre a essersi dimostrata un meraviglioso scudo di libertà”. La sensazione è che alla tedesca serviranno parole molto più convincenti per evitare di rimanere vittima del “golpe interno” pianificato da Parigi.

di Federico Giuliani (it.insederover.com)

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