AL DI LA’ DI OGNI RAGIONEVOLE SOSPETTO…TRANSALPINO!

L’Egitto, in questi anni, si è trasformato in un vero e proprio territorio di caccia per i giganti europei (e non solo) dell’industria militare. La Germania ha venduto fregate e corvette alla marina egiziana, la Russia prova da tempo a vendere i suoi caccia, mentre la Francia ha venduto due portaelicotteri classe Mistral, una Fremm e 36 caccia Rafale. Nessuno vuole perdere i sogni egiziani: ma è chiaro che tutto ha un prezzo nei rapporti diplomatici. Ed è proprio da Parigi, per esempio, che si può partire per comprendere a chi dia fastidio un inserimento di forza dell’Italia nel panorama bellico del Cairo. Interessante, sotto questo profilo, il taglio dato dal quotidiano francese La Tribune alla notizia del presunto accordo tra Roma e Il Cairo per la vendita due Fremm, con il giornale transalpino che ha parlato espressamente di schiaffo nei confronti di Emmanuel Macron da parte egiziana (e conseguentemente da parte italiana) dal momento che il progetto Fremm è frutto proprio della partnership tra Italia e Francia. Ed è chiaro che per l’Eliseo si tratta di una ferita notevole nella propria strategia nordafricana.

La questione per la Francia è molto seria: preferirle l’Italia è un colpo durissimo. E non riguarda solo le fregate. Come riportano sempre i media francesi, il governo di Al Sisi ha voluto far pagare a Macron i commenti sui diritti umani rinunciando all’acquisito di 12 caccia aggiuntivi Rafale, considerati troppo costosi, sostituendoli (forse) con gli F-35. Se a questo schiaffo si aggiunge anche la possibile rinuncia agli elicotteri Eurocopter EC 725 preferendo quelli di Leonardo, è chiaro che sulle rive della Senna l’ira sia forte.

Un’ira non diversa da chi, pochi mesi prima dell’omicidio di Regeni, si vide soffiare l’enorme giacimento di gas di Zohr da Eni. Una coincidenza che fa comprendere come i rapporti tra Italia ed Egitto siano costantemente messi in pericolo nel momento in cui l’asse fra Roma e il Cairo si rafforza: come affermato anche dallo stesso presidente al Sisi e come ricordato anche dall’allora presidente della Commissione Esteri, Pierferdinando Casini, che confermò ai giornalisti che altri Paesi europei avevano approfittato delle tensioni tra Italia ed Egitto dopo la morte di Regeni per coprire il vuoto lasciato dall’Italia con la crisi diplomatica che si era appena aperta. Lo stesso ex presidente della Camera ricordò in quell’occasione il fatto che François Hollande firmò a pochi giorni dalla morte del ricercatore italiano accordi di fondamentale importanza col Cairo.

https://it.insideover.com/politica/accordi-italia-egitto-regeni-zaky.html

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